Il Bernoccolo #124 🎤 Da dove lavori?

È Luglio, e forse alcuni di voi stanno già lavorando con il mare sullo sfondo. Quello vero, non quello di Zoom. Un anno fa ci sembrava rivoluzionario poterlo fare, oggi è quasi una nuova normalità. Tanto che aziende come Revolut lo hanno reso un benefit. Ma non siamo precipitosi: se il 2020 ha reso universale il concetto di work from anywhere, in questi mesi si sta aprendo la battaglia tra chi vorrebbe che durasse per sempre e chi non vede l’ora di riempire nuovamente gli uffici. È il caso del CEO di Morgan Stanley, la banca d’affari di New York, che senza troppi giri di parole ha intimato ai suoi dipendenti di rientrare: “Se potete andare al ristorante, potete tornare in ufficio!” ha detto. Al capo opposto dello spettro ci sono invece compagnie come Spotify, che hanno istituzionalizzato in modo permanente la possibilità di lavorare dovunque si voglia. In mezzo, ci sono poi una miriade di soluzioni ibride, come quelle adottate da Ford e da Salesforce. La questione, per i reparti HR, è spinosa. Negli Stati Uniti si parla già di Great Resignation: molti colletti bianchi, che hanno assaggiato il ritmo piacevole del lavoro remoto, potrebbero infatti decidere di cambiare lavoro se questa condizione venisse meno. Si parla del 40% dei dipendenti, tanto che la possibilità di lavorare remotamente sta diventando una richiesta frequente nei colloqui di lavoro. Questo è particolarmente vero per i più giovani, Gen Z e Millennial. Non tutti, però, si trovano bene a lavorare lontani dall’ufficio, e il punto è proprio questo: diversi profili di lavoratori esprimono diverse preferenze, e comporle sarà la vera sfida dei prossimi mesi. Una sfida che richiederà anche di pensare bene al ruolo degli uffici, destinati a fallire se visti come una fila di scrivanie per lavorare isolati, cosa che - dicono le ricerche - succede puntualmente negli open office. Ma soprattutto, il rischio è quello di concentrarsi solo sul dove si lavora, trascurando il come: difficile immaginare il lavoro flessibile con la vecchia mentalità del 9 to 5. L’occasione, per le aziende, è quella di ripensare in modo totale i propri processi. Mentre in Islanda e in Giappone si sperimenta la settimana lavorativa di quattro giorni, è ormai chiaro che nessun paradigma è tanto consolidato da non poter essere ripensato. E allora, al lavoro.


🎶 🎶 La musica di questa puntata è Summertime di Louis Armstrong e Ella Fitzgerald 🎶 🎶

Benvenuti alla puntata numero 124 de “Il Bernoccolo”, il podcast che parla di comunicazione, tecnologia e cultura nel mondo post-digitale. Questa puntata è stata registrata il 9 Luglio 2021.

Con Andrea Ciulu e Pasquale Borriello.

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